Le particelle in PA66, riferite alla forma base del poliammide 66 senza rinforzo, sono ampiamente utilizzate in diversi processi produttivi grazie all'eccellente equilibrio tra proprietà meccaniche, termiche e chimiche. Queste particelle presentano tipicamente una struttura semicristallina, che garantisce elevata resistenza, tenacità e resistenza all'usura e all'abrasione. Le caratteristiche principali includono una resistenza alla trazione di 80–90 MPa, un allungamento a rottura del 10–50% e un punto di fusione di circa 260°C, con una temperatura di deflessione sotto carico pari a circa 90°C a 1,82 MPa. Le particelle vengono lavorate mediante stampaggio a iniezione, estrusione o soffiaggio, con temperature di fusione raccomandate comprese tra 270 e 290°C e temperature dello stampo di 80–100°C per garantire una cristallizzazione ottimale e ridurre al minimo il ritiro (tipicamente 1,0–1,5%). Poiché la PA66 è igroscopica, le particelle devono essere essiccate a 80–100°C per 2–4 ore per evitare l'idrolisi durante la lavorazione, che potrebbe degradare il peso molecolare e le prestazioni meccaniche. Le applicazioni sono molteplici, inclusi ingranaggi, cuscinetti e connettori elettrici nei settori automobilistico, beni di consumo e tessile, dove risultano vantaggiosi il basso attrito, il buon isolamento elettrico e la resistenza agli idrocarburi. I fattori ambientali, come l'assorbimento di umidità e la sensibilità ai raggi UV, vengono affrontati mediante additivi come stabilizzanti termici o agenti anti-idrolisi. Gli aspetti legati al riciclo e alla sostenibilità assumono un'importanza crescente: le particelle in PA66 sono riciclabili, ma richiedono una gestione accurata per mantenere inalterate le proprietà. In sintesi, le particelle in PA66 rappresentano una base versatile per componenti tecnici, apprezzate per la lavorabilità e le prestazioni in condizioni da moderate a gravose, e vengono spesso personalizzate con cariche o modificatori per soddisfare esigenze specifiche in diverse culture e regioni.